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Sognando un mondo senza guerre


A cent’anni dalla Prima guerra mondiale, non si fermano i conflitti che lasciano dietro di sé una scia di dolore, vittime innocenti e territori devastati. L’uomo sembra non riuscire a imparare dai propri errori. Una mostra padovana (unica nel suo genere) ci aiuta a non dimenticare e a comprendere fino in fondo l’orrore e l’inutilità di tutte le guerre

Le celebrazioni sono cominciate l’anno scorso, ma nel 2015 le iniziative per il Centenario della Grande Guerra (1914-1918), ovvero la Prima guerra mondiale, sono entrate nel vivo, moltiplicandosi.

La verità è che, a cent’anni da quel conflitto, l’uomo sembra non aver imparato dai propri errori: le guerre infatti sono ovunque, devastano il mondo in cui viviamo, mettendo gli esseri umani uno contro l’altro, annullando il dialogo, l’empatia, la compassione. Per costruire un mondo di pace, è necessario che ognuno faccia la sua parte, conservando nella memoria le tragedie e gli orrori del passato e non restando mai indifferente di fronte ai drammi del presente.

Inaugura domani, 28 febbraio (e resterà aperta fino al 31 maggio), a Palazzo del Monte di Pietà di Padova, una mostra che racconta un secolo di conflitti, attraverso 350 fotografie. Si intitola Questa è guerra! ed è la prima esposizione del genere in Italia. Il curatore è Walter Guadagnini.

Il percorso segue un ordine cronologico e affronta le varie guerre che si sono succedute nel corso del XX secolo e all’inizio del XXI. Attraversa luoghi, vicende e persone, fermando attimi di storia con uno scatto. Le immagini raccontano le guerre di ieri e di oggi, non tutte ma le più emblematiche: la Prima Guerra Mondiale, la Guerra Civile Spagnola, la Seconda Guerra Mondiale, la Guerra d’Algeria, la Guerra del Vietnam, quella serbo-bosniaca, il lungo conflitto medio-orientale, le guerre in diverse parti dell’Africa, l’attacco alle Torri Gemelle (11 settembre 2001, New York, Stati Uniti) e la conseguente Guerra al Terrore e i più recenti focolai in Ucraina e ancora in Medio Oriente.

Tra i fotografi spuntano molti nomi noti, reporter di guerra e veri e propri artisti dell’immagine: Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, August Sander, William Eugene Smith, Margaret Bourke-White, Ernst Haas, Evgenij Chaldej, Don McCullin, Eve Arnold, Philip Jones Griffiths. Non dimenticando il grande contributo fotografico di Anna Maria Borghese, nobildonna, crocerossina e fotografa durante la Prima Guerra Mondiale.

Sono previste visite guidate tematiche d’approfondimento per le scuole di primo e secondo grado. Con visite gratuite per le prime 100 classi di istituti scolastici delle province di Padova e Rovigo (e possibilità di un rimborso del 75% sulle spese di trasporto dalla sede dell’istituto alla sede della mostra).

Redazione Prime Pagine

(in copertina: Gabriele Basilico, Beirut 1991. Nella gallery: Gruppo fotoelettrici in esplorazione notturna-Museo Terza armata; Marina militare americana, Atom Bomb 1946; due foto di Richard Mosse, 2011 e 2012: Triumph of the will, Lost Fun Zone. Infine, Luc Delahay, US bombing on Taliban positions)

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