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La poesia: “inutile” e bellissimo passatempo!


Tutto deve avere un fine? Non per forza. Ci sono cose che ci fanno stare bene come la poesia, e l’arte in generale, e che soprattutto arricchiscono l’anima. Il poeta di strada Ivan Tresoldi ce lo insegna e ce lo dimostra con opere alla portata di tutti.

 

Viviamo in una società basata in larga misura sull’utilità e sul guadagno. Faccio qualcosa, mi adopero e mi impegno: cosa me ne viene concretamente? E se non ho niente in cambio, allora perché perdere tempo? Certo il lavoro deve essere pagato: è giusto ed è un diritto. Ma nella vita ci può essere anche altro, qualcosa che non si misura, che di fatto, in senso economico, non serve a niente. Si tratta di tutte quelle attività che semplicemente ci piacciono, ci fanno star bene, ci appassionano e appassionano chi le condivide, che non fanno comprare niente, fanno solo dire che la vita è bella anche per queste cose.

Tutte le manifestazioni artistiche in generale rientrano tra queste cose: la musica, la pittura, il teatro, la letteratura, la poesia. Non necessariamente complicate, ma alla portata di tutti, a seconda di età, gusti, sensibilità. Prendiamo proprio la poesia. Gli insegnanti qualche poesia la fanno ancora imparare a memoria, o anche solo leggere, fare la parafrasi … Che noia. Ma magari no. Magari qualche verso dice anche di noi, non è così antico e fuori moda, ridicolo e incomprensibile. Ci sono filastrocche divertenti, rime e belle immagini, basta avere curiosità e un po’ di attenzione. E non ci sono solo i poeti famosi che si studiano a scuola, ci sono anche persone come noi, quasi sconosciuti, che con le parole hanno deciso di lanciare un messaggio a chi lo vuole raccogliere.

Ivan Tresoldi per esempio è uno di questi, un personaggio originale, non un letterato lontano dalla realtà e dalla gente. Svolge varie attività, ma soprattutto “assalta la strada a colpi di poesia, dipingendo e affiggendo per le vie di Milano, la città in cui vive, alcuni suoi scritti”. Utilizzando una tecnica mista, tra il graffitismo, la poesia e la street art, Tresoldi è considerato oggi il riferimento principale per il movimento della poesia di strada. Perché il gesto poetico sia sotto gli occhi di chi passa, lì “come pioggia tra le genti” e con la bella convinzione che “chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo”. Sul sito http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/sorgivi/ potete leggere qualcuno dei suoi versi, o conoscere meglio chi è.

Questo ci dice che in fondo anche la gente comune può essere un po’ artista, magari lo è già senza saperlo, senza ambizioni particolari.  Ci sono spesso iniziative che coinvolgono infatti chi è interessato a mettersi in gioco e a sperimentare. Per esempio San Pellegrino Terme, in provincia di Bergamo, organizza il quinto Festival Nazionale di poesia per e dei bambini. Il tema del concorso è il pane, un dono dell’incontro tra terra e specie umana, ovvero cosa ci è davvero indispensabile nella vita, cosa contribuisce a nutrirci oltre il cibo, oltre le cose. Perché non provare? Potete partecipare individualmente o come classe.

Trovate su http://www.culturabrembana.com/sanpellegrinofestival tutte le informazioni per aderire, non costa nulla, ma è una piccola cosa a cui si può dare spazio per scoprire di avere un seme da gettare al vento. E da qualche parte un fiore forse nascerà.

(Illustrazione di Clac)

Valeria Capuano

 

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