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Nemmeno il Covid è riuscito a fermare la passione per lo sport!


Che cosa ne è stato dello sport in questo anno? Ce lo chiediamo adesso che tutto è ricominciato, ma ripercorriamo insieme ad una giovane giornalista questi mesi difficili in cui i bambini e i ragazzi hanno cercato in tutti i modi di portare avanti le loro passioni. Lo facciamo con un report e con un’intervista ad un piccolissimo sportivo.

Da quando, nel marzo 2020, questo crudele virus è entrato nelle nostre vite, per noi ragazzi non è più stato possibile praticare il nostro sport preferito assieme ai nostri compagni. Le prime limitazioni riguardavano la sospensione degli spettacoli, delle gare e di tutte le manifestazioni organizzate di carattere sportivo. Poco dopo anche le palestre, gli impianti e i centri sportivi chiudevano senza più alcuna speranza. Era per noi possibile solo fare qualche esercizio o una corsa soli soletti vicino a casa. Durante l’estate ci è stato permesso di riprendere solo alcuni tipi di sport. Purtroppo, a seguito del peggioramento della situazione epidemiologica, ad ottobre 2020, ancora una volta lo sport è stato sospeso e, con lui, le speranze riposte in tutti i ragazzi.

Da sempre lo sport rappresenta un luogo di incontro in cui, accomunati dalla stessa passione, ci si può cimentare in nuove sfide sempre più difficili al fine di formare il carattere, insegnando la disciplina, il rigore, il rispetto per l’avversario e che cosa voglia dire vincere e perdere.  

E così, privati della scuola, dello sport, dei compagni e degli amici, ci siamo sentiti persi: senza alcuno stimolo e movimento anche la nostra mente e concentrazione ne hanno risentito. Ma proprio come la didattica a distanza per la scuola, molti allenatori e maestri hanno provato a coinvolgerci in attività a distanza: dal calcio al basket, fino alla danza, abbiamo seguito le videolezioni con gli insegnanti e, puntando la telecamera su di noi, abbiamo replicato i movimenti che ci venivano indicati. Altri bimbi invece hanno mandato dei video ai propri allenatori per renderli partecipi dei propri progressi. Tutto ciò ha mantenuto viva in ciascuno di noi la voglia di cimentarsi in una nuova prova.

Gli sport che sono stati meno colpiti dalle restrizioni sono stati quelli all’aperto che non richiedevano contatti fisici, come l’atletica e il ciclismo, ma c’è anche chi ha tentato addirittura di danzare all’aperto nei mesi più freddi. La soluzione? Una buona maglia termica e tanta passione per il proprio sport o disciplina.

Ed è stato proprio il caso di Samuele, un bimbo di cinque anni che si è iscritto al Valsugana Rugby Padova proprio ad ottobre 2020. Visto che il rugby è uno sport all’aperto, non ci sono stati problemi nel praticarlo seppur con alcune limitazioni nello svolgimento delle partite. Munito della sua amata divisa verde per l’allenamento, Samuele ha giocato a rugby fino a dicembre per poi fermarsi nel mese di gennaio per l’abbassamento delle temperature. Purtroppo a febbraio la zona rossa ha bloccato anche gli allenamenti all’aperto e il bimbo si è dovuto accontentare delle videolezioni. Ora però, grazie alla campagna vaccinale e alla zona bianca, Samuele ha potuto riprendere serenamente i suoi allenamenti.

Abbiamo voluto chiedere proprio a lui come ha affrontato questa esperienza augurandoci che non si ripeta mai più.

Samuele, quali attività praticavi all’aperto?

Al campo la nostra allenatrice ci divideva in tre gruppi, ognuno occupava il proprio spazio e ci faceva fare numerosi percorsi con salti ad ostacolo in cui correvamo velocissimi. Inoltre facevamo molti percorsi usando solo la nostra palla personale.

Quali attività praticavi invece in video lezione?

A casa correvo sul posto e facevo molti esercizi con la palla, facendola passare dietro alla testa e attorno al corpo. La nostra allenatrice un giorno ci ha anche detto di immaginare di essere dentro ad una grotta e di scappare dai lupi e dagli orsi!

Preferisci fare rugby al campo oppure da casa, in video lezione?

Mi sono piaciute molto le video lezioni con la mia allenatrice, ma mi è mancato tanto non vedere i miei amici.

Indossavi anche in video lezione la tua divisa?

Certo che sì! Tranne le scarpe che si usano solo sul campo.

In questi mesi abbiamo capito come le piattaforme digitali possano essere dei validi sostituti alle lezioni in presenza in un momento così difficile come quello appena passato. Esse però non possono garantire il calore umano e lo spirito di gruppo o squadra che si crea solo condividendo del tempo insieme. Noi ragazzi abbiamo tanto bisogno di ritornare ai nostri sport e alle nostre attività per ritrovare gli sguardi felici dei nostri amici.

Cecilia Vania

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