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In viaggio con “Unlearning”


Lasciare Genova e partire per sei mesi. Viaggiare per l’Europa per scoprire nuovi modi di vivere. Vi raccontiamo l’esperienza straordinaria di una famiglia curiosa attraverso le parole di Gaia, sei anni. Le abbiamo fatto alcune domande, lei ci ha risposto e ci ha fatto divertire!

Life begins at the end of your comfort zone. Cioè? Traduciamo: la vita inizia alla fine della tua “zona comfort”, ovvero lo spazio della sicurezza, che ti fa sentire tranquillo e non prevede insolite esperienze o colpi di scena. Sentirsi al sicuro è importante, certo, soprattutto per un bambino. Ma vogliamo parlare dell’emozione di un’avventura? Dell’importanza di una nuova scoperta e un nuovo incontro? Ecco. Iniziamo da qui per presentare Unlearning, la grande avventura di Lucio, Anna e Gaia, una famiglia genovese che ha scelto di mettersi in cammino e intraprendere un viaggio straordinario attraversando ecovillaggi, comunità, famiglie itineranti di tutta Europa, per conoscere chi ha avuto il coraggio di cambiare. Unlearning, ovvero “disimparare”, ma nel senso buono: disimparare, o meglio dimenticare, solo per un po’, le vecchie abitudini quotidiane e fare un tuffo nell’imprevisto, nella scoperta!

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Lucio Basadonne è il papà e fa il grafico e il regista, Anna Pollio è la mamma ed è un’insegnante, Gaia è la figlioletta e ha appena compiuto sei anni (durante il viaggio ne aveva cinque). “Abbiamo viaggiato per 180 giorni, percorrendo 5821 km senza la nostra auto (si sono spostati chiedendo passaggi, ndr). Siamo stati ospitati da 38 famiglie che ci hanno coinvolto nel loro stile di vita”. Poche regole, dunque: viaggiare col baratto, chiedere ospitalità e ricambiare il favore offrendo qualche ora di lavoro. Ma perché intraprendere un viaggio del genere? Prima di partire, Lucio e Anna si sono fatti una domanda, la stessa che ora rivolgono ad altri genitori: “Cosa fareste se vostro figlio pensasse che il pollo ha quattro zampe? A noi è successo e lo vogliamo raccontare”.

Molti bambini non sanno da dove arrivano il latte e il formaggio e non hanno idea di come sia fatto un pollo: spesso lo vedono già confezionato in vaschette che contengono quattro o più cosce. Gaia, la loro bambina, quella vaschetta l’ha trovata al supermercato, durante la spesa con la mamma, e ha poi disegnato un pollo con quattro zampe. Insomma, se non vedo, se nessuno me lo spiega, come faccio a sapere come è fatto un pollo? Giusto Gaia! Mamma Anna resta colpita da quel disegno e ne parla con Lucio. Insieme prendono una decisione. “Ci siamo messi in gioco – spiegano – per vivere in prima persona stili di vita diversi e intraprendere una avventura che mai avremmo immaginato”. Tra fattorie biologiche e piccole comunità, per vivere più lentamente e a stretto contatto con la natura e le cose semplici. Il loro viaggio ora diventerà un documentario, in uscita a fine febbraio. E altre info aggiornate si possono già trovare su Facebook.

Prime Pagine ha intervistato la piccola Gaia. Ecco cosa ci ha risposto.

Quando mamma e papà ti hanno detto “Gaia, sei pronta? Si parte per un’avventura!”, tu cos’hai pensato? Eri felice o un po’ preoccupata?

Ero felice. Prima di partire, poi, lo ero moltissimo. Solo durante il viaggio ho sentito un po’ la mancanza della mia casetta, della mia altalena, dei miei amici. Ma è stato bellissimo perché ho imparato tante cose, persino alcune ricette. Ho trovato anche pietre e cristalli, conosciuto molte persone e giocato con tanti bambini.

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Qual è stato il momento più bello del viaggio, quello che ricordi con più emozione?

Il momento più bello l’ho vissuto ad Avalon, proprio alla fine del nostro viaggio (Avalon degli Elfi è un ecovillaggio che si trova nel Pistoiese, ndr). Lì ci sono molti bimbi che possono fare quello che vogliono. Ad Avalon si può correre e stare a piedi nudi. E ci sono un sacco di letti dove si dorme proprio bene!.

Una vita in mezzo alla natura… Cosa non ti piace invece della città?

Il traffico. Ci sono troppe macchine. In città devi dare sempre la mano (alla mamma e al papà, ndr)… Ma la città mi piace quando nevica.

Ora la vostra avventura sta per diventare un documentario, ma certamente non vi fermerete qui e presto ripartirete! C’è un posto dove ti piacerebbe andare, un Paese che vorresti visitare?

Questa è una buona domanda (sì, ha detto proprio così, e ci ha fatto sorridere, ndr). Mi piacerebbe andare in Sicilia, ma dovrei pensare bene a come spostarmi perché non mi piace prendere la nave e neanche l’aereo!

(in copertina: la famiglia Basadonne e scatti del diario di viaggio che regalano sorrisi, momenti unici e paesaggi. Nell’articolo: l’immagine del documentario e la piccola Gaia)

Francesca Boccaletto

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