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Il rifugio tra i canali di Amsterdam


C’era una volta una ragazzina costretta a nascondersi. C’era una volta un diario in cui scriveva tutte le sue paure. Questa che vi raccontiamo però non è una favola, ma una storia vera. Noi di “Prime Pagine” siamo andati in Olanda, ad Amsterdam, per scoprire dove viveva Anna Frank e perché il suo diario è diventato uno dei libri più letti al mondo.

Fuori c’è solo una porta nera, molto elegante, proprio come quella di tanti altri edifici che si affacciano sul canale di Prinsengracht ad Amsterdam. Qui siamo al numero 263 e ogni giorno tante persone si mettono in fila per entrare in una delle case-museo più visitate al mondo. Dentro infatti si nascosero Anna Frank e la sua famiglia, durante la seconda guerra mondiale, e qui la giovane ebrea scrisse per tre anni il diario della loro vita in clandestinità, per sfuggire ai nazisti. Alla sua morte fu pubblicato con il titolo, appunto, Il Diario di Anna Frank e non è solo un libro, un documento che ci riporta alle brutalità della guerra, ma racconta la verità e la vita di un’adolescente in “prigionia”.

Anna ha 13 anni quando il padre, per il suo compleanno, le regala un diario per scrivere della vita a scuola, dei primi amori e di tutti i suoi pensieri. Qualche giorno dopo Otto ed Edith Frank insieme alle figlie Margot e Anna entrano in clandestinità. E’ il 6 luglio 1942 e l’esercito tedesco, che occupa l’Olanda, ha moltiplicato le misure antisemitiche (contro gli ebrei). Otto ha paura e decide così di nascondersi con la sua famiglia. Il padre di Anna ha infatti la sua impresa di spezie ed addensanti per marmellate in Prinsengracht. L’edificio aziendale è composto da due sezioni: una casa che si affaccia sul canale e una sul retro. Ai piani superiori della casa sul retro, quello che diventerà il cosiddetto Alloggio segreto, sono rifugiati gli otto clandestini. Alla famiglia Frank si aggiungono infatti Herman Van Pels, con la moglie Auguste e il figlio Peter, e Fritz Pfeffer. Gli impiegati del padre di Anna sanno dell’esistenza dei clandestini e li aiutano a procurarsi cibo, acqua e giornali. Gli operai che lavorano nell’azienda non sanno invece della loro presenza ai piani superiori e quindi durante il giorno gli otto abitanti della casa segreta possono a malapena muoversi per non fare rumore. “Di giorno dobbiamo camminare in punta di piedi – scrive Anna Frank nel diario – e parlare sottovoce perché nel magazzino non devono sentirci.”

anna frank 2

Vivono così per due anni, fino al 4 agosto 1944, quando, dopo una soffiata, il servizio segreto nazista irrompe al numero 263 di Prinsengracht. I clandestini sono stati traditi. Gli otto inquilini dell’Alloggio segreto, insieme a due dei loro benefattori, sono arrestati e condotti via. Il 3 settembre 1944 gli ex clandestini vengono deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Anna, Margot ed Edith Frank, Peter, Auguste e Hermann Van Pels e Fritz Pfeiffer morirono nei campi di concentramento.

L’unico superstite del gruppo è Otto Frank, il padre di Anna, che dopo essere tornato dalla guerra scopre dell’esistenza del diario della figlia in cui lei scriveva pensieri e paure e, nel 1947, decide di farlo pubblicare e compare così la prima edizione olandese. In pochi anni Il Diario di Anna Frank viene pubblicato in decine di lingue, compresa quella italiana, e diviene una testimonianza importantissima e uno dei libri più letti al mondo. Quello che la tredicenne scrive è infatti fonte di ispirazione per persone di ogni generazione e nazionalità e la casa di Anna, dal 1960, è un Museo molto importante da visitare per capire cosa significasse vivere senza aria, in poco spazio, per due anni, e perché Anna trovasse proprio nel suo diario lo sfogo per raccontare la sua vita nell’Alloggio segreto, il suo primo bacio e il suo primo, e unico, amore per Peter Van Pels.

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“Scrivendo mi libero di qualsiasi cosa, mi passa il malumore, mi si solleva il morale” racconta nel 1944 l’ormai quindicenne Anna, nata in Germania, ma trasferitasi in Olanda con la famiglia, per cercare la libertà. Entrare nella casa di Anna Frank è un viaggio interiore, commovente e unico. Si accede passando da un pianerottolo con la libreria girevole, che celava l’ingresso al nascondiglio, e si scopre un mondo che per fortuna non esiste più, ma che è importante ricordare. Molti visitatori che entrano nel Museo lasciano infatti delle testimonianze audio o video, piangono e riflettono sulla vicenda di Anna.

Il sogno di una ragazzina, quello di diventare una scrittrice famosa, traspare tra le pagine del suo diario, ma anche la paura di morire che ogni giorno di più diventa incontenibile. “La radio inglese parla di camere a gas – scrive nel 1942 Anna Frank – sono totalmente sconvolta. Prima o poi questa terribile guerra finirà e torneremo a essere uomini e non soltanto ebrei.”

Segui la storia di Anna Frank su www.annefrank.org/it e visita anche L’alloggio segreto online su www.annefrank.org/secretannex

(all’interno dell’articolo foto della versione originale di Il Diario di Anna Frank e foto di Otto Frank)

Erika Saggiorato

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