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Tutti in forma, aspettando la primavera


Finisce Carnevale e inizia il periodo di quaranta giorni che nel calendario cristiano anticipa la Pasqua. Cambia l’alimentazione, il nostro organismo sente la necessità di rigenerarsi ed eliminare le scorie

Durante la Quaresima si dovrebbe mantenere una certa morigeratezza nell’alimentazione, con astinenza dal consumo di alimenti di origine animale (per chi la vive in maniera più ortodossa) o almeno da quello della carne, in quanto si tratta di un periodo di purificazione fisica e spirituale. Questo è ciò che è entrato nella nostra cultura attraverso il cristianesimo (o meglio, attraverso la sua evoluzione). Ma come per le altre festività del calendario liturgico (a partire, visto che l’abbiamo nominata, dalla Pasqua, che corrisponde alla rappresentazione della morte e rinascita della natura), anche in questo caso i nuovi riti non hanno fatto che sovrapporsi ad altri più antichi, di cui ricalcano – pur se con modalità leggermente diverse – forme e contenuti.

Quindi, poniamoci la domanda scrollandoci via l’eredità cristiana e andando un po’ più indietro nel tempo: perché un periodo di purificazione in questo momento dell’anno? Innanzitutto perché il nostro organismo ne ha bisogno. D’inverno l’alimentazione è più grassa e calorica al fine di contrastare il freddo, ma verso la fine della stagione cominciamo a sentire la necessità di eliminare le scorie lasciate da questo regime alimentare e prepararci alle temperature più calde, che richiedono una dieta diversa. Non è casuale che anche la natura si attivi in questo senso: ecco quindi comparire tutti quei vegetali che agiscono da depuranti naturali – riconoscibili per il sapore amaro più o meno marcato (pensiamo ai carciofi, agli asparagi, al luppolo selvatico, al tarassaco, alla cicoria). Non va poi dimenticato che un tempo, quando l’approvvigionamento di cibo dipendeva dall’entità dei raccolti e dalla clemenza del clima, l’inizio della primavera era un momento di restrizione alimentare (se non di vera e propria fame): le scorte cominciavano a ridursi, la natura cominciava appena a risvegliarsi e ciò che poteva offrire era ancora poco rispetto alle reali necessità, pertanto il digiuno diventava talvolta inevitabile.

Al giorno d’oggi, fortunatamente, la produzione di cibo non deve più fare i conti in maniera così importante con le intemperanze climatiche, e la scarsità di un certo alimento è problema cui si ovvia con facilità. Resta però buona regola approfittare di questo momento per adottare un’alimentazione adeguata, più leggera, in cui siano presenti cibi che ci aiutano a ripulirci. Pulizie di primavera anche per l’organismo; e non dimentichiamo che un cibo mangiato nella “sua” stagione è decisamente più buono!

Elisabetta Tiveron

(in copertina: bellissimi carciofi, foto Wikimedia commons)

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