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Piccoli attori crescono


L’emozione, il divertimento, la relazione con l’altro e con se stessi, il piacere della scoperta, la messa in scena di uno spettacolo, la consapevolezza di far parte di un gruppo. Il teatro è un’esperienza unica e non è solo una “cosa da grandi”… A raccontarci il suo rapporto speciale con il palcoscenico è una regista e formatrice che ama lavorare con i ragazzi… Leggete e fatevi ispirare!

Nessuno sa che cosa significhi davvero “fare teatro”, perché c’è un modo di “fare teatro” per ogni persona. Fare teatro è come dire “vivere”, ognuno vive a modo suo. Per me il teatro è una via verso la libertà, e una cura premurosa. E’ come una carezza della mamma, come lo sguardo rassicurante dei papà, solo che questa carezza e questo sguardo impariamo a darceli da soli, con grande soddisfazione. Impariamo a essere contenti di noi stessi.

Ma come si fa a fare teatro? Stando insieme in un gruppo affiatato, facendo esercizi che ci fanno scoprire molte cose di noi. Grazie a un tipo di movimento fisico chiamato training attoriale (si pronuncia “treining”, con la g dura come in guscio), ad azioni nello spazio, da soli, a coppie e in gruppo, arriviamo a vivere un’esperienza meravigliosa: quella di sentirci sempre più carichi e felici!

Quando alla fine dell’anno, e solo alla fine dell’anno, si sale per la prima volta su un palcoscenico, si sente di farlo tutti insieme, come in una squadra, una squadra unita, dove tutti hanno imparato a esprimersi liberamente, dove tutti tifano per gli altri e sono pronti ad aiutarli. Ed è allora che sul palco accadono magie: di momento in momento la scena vive grazie alle idee nate proprio nel gruppo, discusse durante il laboratorio e diventate poi magicamente… arte teatrale.

Scene di vita che sembrano vere  e ti possono catapultare da una parte all’altra del pianeta, da un personaggio all’altro, da un’emozione all’altra. In un attimo sei pirata sulla prua di una nave, e l’istante dopo sei una persona che saluta e sorride, ora sei un animale feroce, e subito diventi un albero, e poi sabbia, e poi ancora luna, sole, caffè, e dopo torni a essere il pirata, e ora siete diventati due, due amici, due complici, due nemici, due persone che non si sono mai viste… E adesso siete tantissimi, state facendo una marcia di protesta! E ora? Ora vi addormentate sotto il sole di primavera, che bellezza!

Come può essere? Sembra un sogno, ma può accadere davvero. Perché questa è la magia dell’arte: grazie al teatro impariamo a diventare contenitori di ogni possibile forma di vita e a spostarci nello spazio e nel tempo con grande abilità.

Carola Minincleri 

  • regista e formatrice teatrale, consulente strategica e mediatrice tra arte e impresa

E’ difficile “spiegare il teatro”, è meglio provarlo. Proprio per questo motivo, in chiusura, vi propongo  il botta e risposta tra Brigilda e Lorenzo, due ragazzi di 16 e 17 anni che l’anno scorso hanno partecipato a  Sparks, il mio corso di teatro per adolescenti:

Brigilda: Il regalo più grande che io possa fare a una qualsiasi persona è portarla qui, a lezione di teatro…

Lorenzo: Pensavo che fare teatro fosse solo rappresentare delle vicende come meglio viene. Invece, scoprire la realtà del teatro è stato per me un forte colpo che mi ha messo alla prova. Non succede tutti i giorni che qualcuno ti chieda di lavorare su te stesso alla ricerca del tuo centro… neanche sapevo di avere un centro!

Brigilda:  Ho imparato a stare in relazione con gli altri, a leggere il linguaggio del corpo, a sentirne l’energia e alle volte a fidarmi più delle intuizioni che non partono direttamente dalla mente. Di pari passo, a prendere coscienza delle proiezioni di paure, ansie e aspettative che effettuo sugli altri, per ripartire, passando attraverso un’accoglienza pura e sincera. E poi, imparare a non stare mai da soli perché, anche quando saliremo sull’attesissimo palco, non saremo mai soli.

Lorenzo: Scoprire che per fare teatro bisognava prima trovare se stessi, essere se stessi e lavorare sulla fiducia e sull’ascolto, è stata una vera fortuna perché mi ha dato la possibilità di trasformarmi, di cambiare. Grazie a questa esperienza ho capito l’importanza del lavoro su di sé, ho allentato le mie paure.

Brigilda: In un solo anno il teatro è stato per me una terapia dell’anima e del corpo.

Lorenzo: Il teatro è stato per me una vera cura che mi ha poi fatto conoscere la bellezza di comunicare e di trasmettere.


Nella scuola di Mestre (Venezia), che si chiama Farmaschool perché deriva dal nome della compagnia Farmacia Zoo:E’, ci sono tre corsi dedicati ai giovanissimi: La Tribù 7-10 anni, La Tribù 11-13 anni e Sparks 14-17 anni.

Dunque, se vuoi provare l’emozione del teatro, dillo ai tuoi genitori e poi contatta Carola qui:  info@farmaciazooe.eu

La prima lezione è gratuita!

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