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Un libro e un’avventura per festeggiare una giornata speciale


Oggi, 20 novembre, è la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia. Ben 25 anni fa è stata firmata la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Noi di Prime Pagine vogliamo festeggiare questa importante giornata con la recensione di una bellissima storia illustrata. Perché negli occhi di un bambino deve esserci sempre sorpresa, spirito di avventura e di meraviglia. Proprio come in “Shh! Abbiamo un piano”.

Chris Haughton torna con uno splendido albo illustrato. Avevamo conosciuto questo autore e illustratore con Oh-oh!, la storia di un piccolo gufo che cade dal nido e viene aiutato a ritrovare la sua mamma: libro riuscitissimo sotto molti punti di vista, che a partire dagli scaffali delle librerie per ragazzi si è conquistato un ampio pubblico di giovani lettori, ormai affezionato allo stile narrativo e illustrativo dell’autore.

Shh! Abbiamo un piano non solo è assolutamente all’altezza di Oh-oh!, ma per alcuni aspetti risulta essere un’opera ancora più riuscita e due sono probabilmente i punti di forza di questo albo.

Innanzitutto per il rapporto dialettico tra parole e immagini, che finiscono col comporre un unico testo, asciutto ed efficace. Le parole infatti sono assai limitate, pronunciate in discorso diretto dai personaggi, eliminando in tal modo qualunque descrizione e ogni elemento metanarrativo; tutto ciò che non è detto dalle parole è quindi affidato alle immagini, che le integrano e a tratti le sostituiscono: un espediente narrativo tanto più efficace in considerazione del fatto che situazioni e linguaggio attingono molto allo stile clownesco, per cui il lavoro “a togliere” compiuto dall’autore, asciugando il testo fino a renderlo così essenziale, risulta ancor più giustificato.

Proprio lo stile clownesco rinvia al secondo grande punto di forza del libro: il testo risulta veramente perfetto per essere letto ad alta voce, perfetto come solo molto di rado avviene; le poche parole, così ritmate e verrebbe da dire “giocate” da Haughton, sembrano suggerire anche al lettore meno attento la giusta interpretazione, favorendo sin da subito una lettura divertita e quindi divertente.

Non può infine mancare qualche considerazione sulle illustrazioni. L’autore dimostra di aver sviluppato uno stile illustrativo originale e personale, efficace, accattivante e assai riconoscibile, accentuato dall’uso di tinte piatte e da scelte cromatiche che alternano tinte simili a forti contrasti: molto evidente in questo senso, e riconosciuto da vari osservatori, l’omaggio ai Tre briganti di Tomi Ungerer, reso ancora più esplicito nella caratterizzazione di tre dei quattro personaggi che si avventurano nel bosco per catturare qualche uccello.

E la storia, quindi? Bene, potremmo cominciare a raccontare di quattro personaggi vestiti di nero che si addentrano nel bosco, ma dovremmo subito interromperci perché… Shh! Abbiamo un piano! La cosa migliore è procurarsi il libro e leggerlo!

Nicola Fuochi

  • Responsabile di “Il libro con gli stivali”, non solo libreria per ragazzi a Mestre (Venezia), ma anche centro di promozione alla lettura e di laboratori teatrali

 

 

 

 

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