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Nepal, a scuola dopo il terremoto


Un terremoto devastante. Forse lo ricorderete. Stiamo parlando del sisma che, sei mesi fa, ha colpito il Nepal. A distanza di tempo, Save the children fa il punto sulla ricostruzione e lancia l’allarme: “Sono 240mila i bambini costretti ad assistere alle lezioni in aule non adeguate ad affrontare il rigido clima invernale. Un milione di bambini non ha più una scuola vera e propria e sono oltre 170mila quelli che hanno bisogno di supporto per poter continuare il proprio percorso scolastico”.

Il 25 aprile 2015 il Nepal viene colpito da un terremoto violentissimo. Un evento sismico di magnitudo locale 7,8 con epicentro, a circa 34 km a est-sud-est di Lamjung che ha sconvolto un intero Paese, lasciando dietro di sé oltre ottomila morti e gravissimi danni. A distanza di sei mesi da quella tragedia, Save the children, l’organizzazione internazionale che dal 1919 si impegna per salvare i bambini e promuovere i loro diritti in tutto il mondo (e opera in Nepal dal 1976), lancia l’allarme e chiede al mondo di non dimenticare.

Subito dopo il sisma, in Nepal sono state costruite tremila scuole temporanee per consentire ai bambini di non interrompere le attività scolastiche (Save the children ha assistito circa 70mila bambini e ha allestito oltre 600 spazi di apprendimento temporanei). A distanza di sei mesi, c’è ancora molto lavoro da fare: servono finanziamenti per la ristrutturazione delle aule scolastiche prima dell’arrivo del duro inverno nepalese, per garantire ai bambini e ai ragazzi di poter assistere alle lezioni in un ambiente adeguato senza essere esposti alle intemperie. Sono 240mila i bambini costretti ad assistere alle lezioni in aule non adeguate ad affrontare il rigido clima invernale. Un milione di bambini non ha più una scuola vera e propria e sono oltre 170mila quelli che hanno bisogno di supporto per poter continuare il proprio percorso scolastico.

“Sappiamo quanto sia importante l’istruzione per i bambini colpiti in un contesto emergenziale. Per questo le agenzie umanitarie si sono impegnate per costruire rapidamente aule provvisorie”, spiega Delailah Borja, direttore di Save the children in Nepal. “La lentezza nella costruzione di scuole permanenti, unita all’inizio dell’inverno, rende però necessario agire subito. È indispensabile garantire che i bambini restino a scuola e siano protetti dalle intemperie, mentre seguono le lezioni in un ambiente caldo e sicuro. Ma è urgente reperire finanziamenti per poter intervenire immediatamente”.

Redazione Prime Pagine

(in copertina: una voragine apertasi durante il sisma dell’aprile 2015, foto Wikimedia commons)

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