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Ma la scuola è sempre esistita?


Pronti, via! Oggi prima campanella: si ritorna in classe a Bolzano. Poi, piano piano, nel resto d’Italia. Ma vogliamo saperne di più su questa scuola? Quando è nata? E perché? Per rispondere a queste domande, dobbiamo fare un viaggio nel tempo…

Temuta come l’influenza o attesa come una pizza del sabato sera, a settembre ritorna. È la scuola, impegno quotidiano di tanti frequentatori di queste pagine. Andare a scuola è un dovere, certo, ma è anche un importante momento di crescita e incontro con tante altre persone, piccole e grandi. Ma la scuola è sempre esistita? Sul “sempre” non abbiamo certezze, ma di sicuro quello della scuola è un percorso che dura da tantissimi anni.

Egitto: tanto dettato e il babilonese come lingua straniera. Una delle forme più antiche di scuola che conosciamo è quella dell’antico Egitto, a partire dall’anno duemila avanti Cristo. Le lezioni si tenevano spesso all’aperto, anche se gli archeologi hanno scoperto vere e proprie aule, come quella trovata a Dakhla, nel deserto occidentale egiziano, come ci racconta il sito Pillole di storia. Gli alunni, seduti per terra o su una stuoia, imparavano a scrivere con pennelli, cannucce e pezzetti di terracotta. Grande importanza era dedicata allo studio delle lingue straniere: come per un lavoratore di oggi è fondamentale conoscere almeno l’inglese, per un giovane egiziano che volesse far carriera era necessario parlare bene il babilonese.

La scuola sumera: geografia, aritmetica, contabilità. Ancora più anticamente, fin dal 4000 avanti Cristo, i Sumeri avevano scuole per istruire gli scribi: alcuni scavi archeologici in Iraq hanno portato alla luce sillabari e testi scolastici. Il sistema scolastico sumero fu mantenuto intatto dopo l’arrivo dei Babilonesi, secondo un programma che comprendeva lo studio della religione, grammatica e storia, ma anche materie più pratiche come geografia, aritmetica e e contabilità.

Sparta e Atene: educazione militare o educazione alla cittadinanza? Nella Grecia antica (fin dal 1700 avanti Cristo) la scuola era una comunità di uomini che sotto la guida di un maestro venivano educati e istruiti del sapere vivendo insieme e scambiandosi le idee. A Sparta, l’educazione era soprattutto di tipo fisico e militare, perché lo scopo della scuola era creare giovani forti, capaci di contribuire alla difesa dello Stato. Ad Atene, invece, l’educazione era pensata con l’obiettivo di formare cittadini addestrati nelle arti. Per questo, nella scuola elementare, dovevano imparare due cose importanti: la letteratura e la musica. Per gli ateniesi, l’apprendimento di queste due materie donava ai giovani memoria, padronanza di linguaggio e la possibilità di comprendere il tempo e lo spazio tramite la conoscenza della ritmica musicale.

La nascita della scuola per tutti. Ma solo in tempi più vicini a noi la scuola comincia ad essere ‘per tutti’ e non riservata a chi se lo poteva permettere economicamente. A partire dal XVIII secolo cominciano a nascere scuole pubbliche, pagate e gestite dallo Stato. In Italia, il Regno di Sardegna è stato il primo ad aprire scuole laiche statali, per affiancare le scuole gestite dai religiosi, in particolare dai gesuiti. E se oggi ti sembra ‘normale’ che un ragazzo vada a scuola fino ai 18 anni, forse ti sorprenderà sapere che solo negli anni Sessanta del Novecento la scuola fu resa obbligatoria fino alla terza media: un obbligo poi esteso più recentemente fino ai 18 anni.

Domenico Lanzilotta

  • giornalista professionista, direttore responsabile di Venetoeconomia, si occupa e scrive di economia, politica, cultura

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