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La notte di Parigi


Non possiamo far finta di nulla. Dobbiamo informarvi, giovani lettori. Nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 novembre 2015 Parigi è stata colpita al cuore. Molte persone sono morte a causa di una serie di attacchi terroristici in varie zona della città. E’ difficile da capire, è difficile da spiegare. Vi proponiamo l’articolo scritto da Domenico Lanzilotta per Prime Pagine.

Ci sono notizie difficili da scrivere. Questa lo è. Perché anche se la senti raccontare, anche se vedi le immagini – mostrate a ripetizione dalla televisione, diffuse sui social network, pubblicate sui siti web – fai fatica a renderti conto che è tutto vero. Persone che sparano, altre persone che vengono uccise, la polizia in tutte le strade di Parigi: sembrano scene di un film, e invece è successo tutto per davvero, nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 novembre. Si parla di più di cento morti, in una serie di attacchi terroristici organizzati nello stesso momento in vari punti della città: allo stadio, al ristorante, a un concerto. Si parla di un attacco contro la Francia.

Non sappiamo ancora bene tutto quello che è successo, né sappiamo perché. Nelle prossime ore sentiremo tanti discorsi, tante analisi, tante parole. La realtà è che in questo momento è come se ci sentissimo avvolti dalla nebbia che in questi giorni circonda tante delle nostre città. Una nebbia che sembra aver trasformato per sempre le nostre strade, rendendo tutto meno chiaro, più difficile. Ma lo sappiamo tutti: la nebbia prima o poi se ne va e il cielo torna limpido.

In questi giorni sentirai tante persone che, avvolte in questa nebbia, reagiranno male a questi fatti terribili e proveranno un odio senza distinzioni, chiederanno di chiudere tutte le porte e di allontanare tutti quelli che gli fanno paura, magari per il solo fatto che hanno un colore della pelle diverso, pregano un Dio con il nome diverso o vivono in questo Paese da meno tempo di noi. Altre persone penseranno che tutto si risolve facendo una marcia di solidarietà, pensando che questo possa bastare. E allora, dirai tu, che cosa possiamo fare? Sarebbe bello avere una risposta facile, ma probabilmente questa risposta non esiste.

Una volta fuori da questa nebbia, forse capiremo che le cose si risolvono soltanto se non ce le dimentichiamo, se ogni giorno tutti noi facciamo qualcosa di concreto, se crediamo davvero che la cattiveria di poche persone non possa cancellare il nostro bisogno naturale di fidarci di chi abbiamo vicino.

Domenico Lanzilotta

  • giornalista professionista, direttore responsabile di Venetoeconomia, si occupa e scrive di economia, politica, cultura

(in copertina: la Tour Eiffel a Parigi, foto Wikimedia commons)

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