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La donna che non si alzò


L’1 dicembre 1955 Rosa Parks, 42enne afroamericana, sale su un autobus a Montgomery, in Alabama (Usa), per tornare a casa dal lavoro. Poco dopo le viene ordinato di cedere il posto a un bianco. Lei si rifiuta di alzarsi, cambiando per sempre la storia dei diritti civili. Ricordiamo il suo coraggio a sessant’anni da quel “no”.

Una reazione spontanea ma assai decisa. Gentile ma estremamente ferma, convinta. Rosa Parks ha 42 anni,  vive in Alabama, negli Stati Uniti. E’ una attivista afroamericana per i diritti civili e di mestiere fa la sarta: l’1 dicembre 1955 sta tornando a casa dal lavoro. Sale sul Montgomery city bus e trova posto, si siede ma poco dopo le viene ordinato di alzarsi per fare posto a un bianco. Lei dice: “No”.

Nell’America di quegli anni esisteva la segregazione razziale, stabilita per legge, ovvero la restrizione dei diritti civili su base razzista: nelle scuole, nei locali pubblici e anche negli autobus, dove esistevano settori distinti e dove i bianchi potevano pretendere di occupare il posto di un afroamericano obbligandolo ad alzarsi. Difficile da credere, eh? Eppure funzionava così. Almeno fino a quel giorno. Il giorno di Rosa, il giorno della sua reazione diventata in breve tempo eco ed esempio, l’inizio di una vera e propria rivoluzione. Quella stessa notte, Martin Luther King, pastore protestante, politico e attivista statunitense dei diritti civili, insieme ad altre decine di leader delle comunità afroamericane, dà vita a una serie di azioni di protesta non violenta. Tra queste, il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, per denunciare e cancellare quella norma discriminatoria che comprometteva persino la normale possibilità quotidiana di sedersi, come gli altri, su un bus. Nel novembre 1956 la Corte Suprema degli Stati Uniti stabilisce l’incostituzionalità della segregazione razziale sui mezzi di trasporto pubblici. Nel 1964, quasi dieci anni dopo, il Civil rights act (Legge sui diritti civili) dichiara illegale negli Stati Uniti la segregazione razziale nelle scuole, sul posto di lavoro e nelle strutture pubbliche in generale.

Rosa Parks, passata alla storia come The mother of the civil rights movement (ovvero: la madre del movimento per i diritti civili), muore a Detroit il 24 ottobre 2005. Sono passati già dieci anni dalla sua scomparsa, ma il suo gesto è ancora vivo e nel cuore di tutti.

Anche l’Italia oggi vuole ricordarla e il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo ha infatti lanciato la campagna #AlPostoGiusto. In molte città – da Torino a Napoli, da Roma a Catania -, tra martedì 1 e domenica 6 dicembre, autobus e tram avranno ben visibile sul display la scritta 60 Rosa Parks. Alcuni di questi mezzi ospiteranno bambini e ragazzi delle scuole italiane. E poi artisti, attori, scrittori stranieri, migranti di prima o seconda generazione che parleranno di discriminazione e racconteranno la storia di Rosa Parks.

Qualche anno fa la casa editrice Orecchio Acerbo pubblicò un albo illustrato per raccontare anche ai più piccoli l’affascinante storia di Rosa Parks. Si intitola L’autobus di Rosa, tutte le info le trovate qui.

Francesca Boccaletto

(in copertina: Rosa Parks nel 1955, dietro di lei Martin Luther King, foto Wikimedia commons)

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