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“Indovina chi viene a cena?”


Il laboratorio “Carta di giornale” si è fatto in… tre! Il 15, 22 e 29 gennaio abbiamo lavorato con un bel gruppo di minireporter alla Biblioteca di Codevigo (Padova), tre incontri inseriti nella rassegna di letture e racconti per ragazzi “Scenari di carta”. La redazione ha provato a scrivere alcune brevi recensioni giornalistiche dopo aver letto il libro illustrato “Indovina chi viene a cena?” di Eva Montanari (Kite edizioni). Non possiamo pubblicarle tutte, ma i piccoli giornalisti hanno fatto un ottimo lavoro. Nessuno escluso. Giusto un paio di correzioni, ed ecco il risultato!

Nina sapeva molto bene che l’udito della Signora Olga era il più fine di tutta la città e che lei avrebbe riconosciuto fin dietro una porta chiusa il rumore di una pagina

Gli occhi della Signora Olga non vedono più, ma le sue orecchie sanno sentire cose speciali, rumori che a molti passano inosservati, e Nina questo lo sa: per questo ogni sera ‘invita’ un ospite speciale alla tavola della Signora Olga – un uomo di latta, tre moschettieri, una fanciulla dai capelli turchini – per raccontarle avventure incredibili che le permettono di percorrere il mondo intero senza muoversi dalla sua stanza. Nina non ha bisogno di alcun artifizio, le bastano i dettagli memorizzati a scuola da uno dei libri della biblioteca: il potere dell’immaginazione fa tutto il resto.


“Io ti consiglio questo libro perché ha dei bei personaggi che fanno cose divertenti e buffe. Sono personaggi fantastici nell’aspetto, nell’altezza, nel carattere. La nonnina è molto brava e, anche se in casa ha ospiti strani, riesce a stare a suo agio”. Anna

“Te lo consiglio perché è molto interessante e divertente. C’è un personaggio che mi è piaciuto tanto, si chiama Don Chisciotte e ha una spada e uno scudo”. Jounes

“Te lo consiglio perché è divertente e il racconto è corto. A me piacciono così corti perché se sono lunghi mi annoiano. I disegni sono molto belli. La fine è molto molto lieve, come l’inizio”. Paola

“Io non te lo consiglio questo libro perché le illustrazioni sono troppo chiare, la storia è complessa e difficile da capire e ha troppi personaggi da ricordare. Pur non avendomi colpito, mi ha fatto però entrare nella storia con la mente e anche con il cuore, perché quasi tutti i personaggi hanno qualcosa di speciale: come la nonna che, essendo cieca, sa dove sono tutte le cose per cucinare”. Beatrice

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