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Piccoli siriani: il diritto di crescere e giocare


Giocare è un diritto di tutti i bambini ed è responsabilità di adulti e governi garantire che questo diritto venga rispettato. Da fine gennaio è iniziata la campagna Giocagin per sostenere il progetto di COOPI a favore dei bambini siriani rifugiati in Libano. E per conoscere le condizioni drammatiche dei piccoli siriani, a cinque anni dall’inizio della guerra, vi proponiamo in coda al pezzo alcuni dati tratti dal recente rapporto Save the children.

L’articolo 31 della Convenzione sui diritti dell’infanzia riconosce ai bambini il diritto al riposo, al tempo libero e a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative. Il gioco è un’esperienza fondamentale per ogni bambino, giocando si impara a relazionarsi con gli altri, a scoprire se stessi e i proprio limiti, a sperimentare e ad essere creativi, per questo nessun bambino dovrebbe esserne privato perché è un elemento fondamentale nella costruzione della personalità di ciascun individuo. Giocare è un diritto di tutti i bambini ed è responsabilità di adulti e governi garantire che questo diritto venga rispettato. Non sempre questo accade, in molti paesi i bambini sono alle prese ben altre problematiche come la guerra, la povertà, la fame, lo sfruttamento.

Da fine gennaio è iniziata la campagna Giocagin di UISP (Unione Italiana Sport per Tutti), con tappe nei palazzetti di tutta Italia per sostenere il progetto di COOPI a favore dei bambini siriani rifugiati in Libano. I bambini che parteciperanno avranno la possibilità di aiutare i loro coetanei meno fortunati. L’obiettivo è quello di contribuire alla costruzione di un campo sportivo e di fornire l’assistenza per l’avvio delle attività.

Da oltre 4 anni la guerra civile in Siria ha costretto centinaia di migliaia di famiglie alla fuga. In Libano sono oltre un milione i rifugiati che cercano riparo dalla guerra e dalla violenza. Tra di loro, moltissimi sono bambini. Nel centro per rifugiati Al Waha, in Libano, centinaia di bambini non possono frequentare la scuola perché troppo lontana e sono costretti a vivere una drammatica infanzia. UISP, con la collaborazione di COOPI, ha deciso di intervenire con un progetto sportivo che può regalare un po’ di divertimento e spensieratezza. Il progetto consiste nella costruzione di un campo sportivo polivalente nel centro di Al Waha, in uno spazio al momento inutilizzato. Fino al 12 giugno, in 53 città italiane, avranno luogo eventi Giocagin aperti a tutti (scarica il programma qui). Partecipando potrai supportare questo progetto!

Maria Teresa Loteni

  • coordinatrice delle sedi Veneto di COOPI

Nel nuovo rapporto “Infanzia sotto assedio”, a cinque anni dall’inizio del conflitto, Save the children denuncia la drammatica condizione delle città siriane assediate, dove mancano cibo, medicine ed energia elettrica e gli aiuti umanitari sono insufficienti.

Sono almeno 250mila i bambini che vivono nelle aree assediate della Siria, il 46,6% delle vittime in queste zone sono bambini al di sotto dei 14 anni. I bambini vivono privi di tutto, sono gravemente malnutriti perché costretti a mangiare cibo per animali o foglie, muoiono perché non hanno accesso a medicinali che si trovano soltanto dall’altro lato dei checkpoint, in zone in cui meno dell’1% della popolazione è riuscita a ricevere aiuti alimentari e solo il 3% ha ricevuto assistenza sanitaria. Bambini che vagano in cerca di qualcosa da bruciare per scaldarsi e resistere al gelo dell’inverno, terrorizzati dai bombardamenti e dalle violenze a cui assistono. Tanti i bambini arruolati, alcuni di soli 8 anni.

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