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Il destino (di pace) di una bambina


Aung San Suu Kyi è una persona molto speciale. E’ una donna colta ed è, soprattutto, una donna di pace che crede e lotta per la libertà e la democrazia in Birmania. Ora, finalmente, potrebbe diventare presidente del suo Paese.

Nella foto in bianco e nero, datata 1951, sorride timidamente. Quella dolce bambina, nata a Yangon nel 1945, ha solo sei anni e ancora non conosce il suo destino. Si chiama Aung San Suu Kyi e ha già sofferto per la morte del suo papà, ucciso da alcuni avversari politici quando lei aveva due anni.

Oggi quella bambina si è trasformata in una donna straordinaria, una politica impegnata nella lotta per i diritti umani nel suo Paese, presieduto da una dittatura militare. Nel 1988 Aung San Suu Kyi fonda la Lega nazionale per la democrazia, ispirandosi ai principi non violenti del Mahatma GandhiPoco dopo è costretta agli arresti domiciliari, revocati solo nel 2010. Aung_San_Suu_Kyi_par_Claude_Truong-Ngoc_octobre_2013Nel frattempo, nel 1991, vince il Nobel per la Pace (a ritirare il premio vanno i suoi figli, Alexander e Kim).

Ora Aung San Suu Kyi è libera e il suo partito ha ottenuto il 70% dei voti alle ultime elezioni in Birmania (i risultati delle votazioni di domenica scorsa sono stati resi noti lunedì 9 novembre), le prime elezioni libere in 25 anni nel paese asiatico da sempre sottoposto a regime militare. Già nel 1990 Aung San Suu Kyi trionfò con l’80% dei voti, ma i militari rigettarono il voto e l’allora dittatore Ne Win la obbligò a restare ai domiciliari. Questa volta, invece, il partito degli ex generali ha ammesso la sconfitta e il popolo sta ancora festeggiando riempiendo le piazze.

Attualmente la Costituzione, voluta dagli stessi generali, impedisce a chi è sposato (in questo caso sposata) con uno straniero o abbia figli con passaporto estero di accedere alla massima carica dello Stato. E Aung San Suu Kyi si sposò nel 1973 con l’inglese Michael Aris, studioso di cultura tibetana e accademico di Oxford, ammalatosi di cancro nel 1997 e morto due anni dopo. Inoltre i suoi figli sono cittadini di Londra. Insomma, la questione è assai complessa, ma questa volta la partita è aperta e per la prima volta è possibile immaginare un lieto fine, perché infatti la Costituzione potrebbe essere cambiata e la”signora” (così la chiamano i suoi sostenitori) potrebbe diventare finalmente presidente.

Redazione Prime Pagine

(in copertina: Aung San Suu Kyi all’età di sei anni, nell’articolo: Aung San Suu Kyi nell’ottobre 2013, foto: Claude Tuong-Ngoc/Wikimedia commons)

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