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“Per i bambini suonare è come giocare”


Che grande occasione per i nostri minireporter! I piccoli giornalisti di Maiuscoletto, il giornale della libreria Limerick di Padova, hanno intervistato il Maestro Filippo Maria Bressan. Il direttore d’orchestra ha risposto così… 

Maestro, quando ha iniziato il lavoro di direttore d’orchestra?

“Sono sempre stato un po’ un leader, un organizzatore, quindi ho cominciato a dirigere quando ancora studiavo, ma per divertimento. Seriamente ho iniziato verso i 23 anni”.

Con l’Orchestra Jupiter suonate anche all’estero o solo in Italia? 

“All’estero ho diretto per diversi anni, ci vado ancora ogni tanto ma ora preferisco dirigere prevalentemente in Italia. L’Orchestra Jupiter di Schio sinora ha suonato in Italia, ma ci piacerebbe essere invitati anche fuori”.

Prima di diventare direttore d’orchestra suonava qualche strumento? 

“Suonavo il pianoforte e cantavo in cori e gruppi vocali da camera, dirigevo anche un coro e mi piaceva tanto”.

Oltre alla musica classica, che altro genere di musica ascolta? E nell’ambito della musica moderna, ha un cantante o una canzone preferita?

“Sono così tanto pieno di musica che non ho sempre voglia di ascoltarne altra… Ogni tanto mi distraggo con la musica leggera, con la musica jazz. Mi piacciono le canzoni di Franco Battiato, ma anche Elisa è molto brava”.

Lei compone delle melodie? E, se sì, a chi si ispira?

“No, non compongo melodie. Ho studiato composizione, ma per completare la mia formazione musicale”.

Perché, secondo lei, ci sono più bambini che suonano uno strumento classico e meno che ascoltano la musica classica? 

“I bambini sono affascinati dagli strumenti musicali e per loro suonare è come giocare. Se poi riescono a suonare/giocare insieme, come nel caso di un’orchestra o un coro, il divertimento è ancora più grande. Quando un bambino ha la fortuna di appassionarsi a uno strumento musicale, cresce meglio, diventa più intelligente e impara a stare meglio nella società”.

Come si può rendere la musica classica interessante per un pubblico più vasto?

“La musica classica purtroppo è proposta troppo poco, sia dalla radio che dalla televisione. Inoltre ne viene proposta poca sia a scuola che come forma di spettacolo, per questo molte persone non conoscono questo genere di musica e non possono sapere e capire quanto sia bella. Colpa anche dei genitori e degli adulti che non si preoccupano di far conoscere, specialmente a bambini e ragazzi, la bellezza e il valore di questa forma d’arte”.

Nel corso della sua vita professionale ha mai pensato di lasciare tutto e abbandonare il suo lavoro?

“No, perché della musica sono innamorato e fa parte di me, però mi piacciono tante altre cose, a cominciare dallo sport e dall’insegnamento. Lasciare tutto, credo che non lo farò, ma se un giorno decidessi di rallentare l’attività professionale e cambiare qualcosa, mi piacerebbe aprire un piccolo ristorante… con un angolino per la musica dal vivo, ovviamente”.

Lei dedica più tempo alla sua famiglia o alla musica?

“Nella mia famiglia abbiamo sempre suonato o cantato tutti, coinvolgendo spesso anche amici e parenti in varie occasioni. La musica richiede abbastanza tempo e dedizione – per essere sempre al top durante i concerti – ma il tempo per la famiglia si trova sempre”.

Lei e i suoi musicisti avete un rito scaramantico che fate prima di ogni concerto?

“Io non ho nessun rito scaramantico ma so che alcuni ne hanno, specialmente i cantanti”.

Redazione Maiuscoletto

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