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Il diritto di essere “piccola” e libera


In occasione della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, Save the children lancia il rapporto “Every Last Girl: Free to live, free to learn, free from harm”. Troppe ragazze nel mondo diventano mogli quando ancora dovrebbero pensare solo a studiare, divertirsi e… dare il primo bacio

Scarso accesso a educazione e sanità, matrimoni precoci ed esclusione dai processi decisionali. Ci sono ancora troppi Paesi nel mondo a rendere la vita difficile a bambine e ragazze, impedendo loro di costruirsi un futuro ricco di opportunità. Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze e l’organizzazione Save the children ha scelto di lanciare proprio l’11 ottobre un rapporto duro ma molto importante. A livello globale la situazione delle bambine e delle ragazze è tutt’altro che rosea: pensate che, ogni sette secondi, una ragazza minore di 15 anni si sposa, spesso con un uomo molto più grande di lei, a causa della povertà e di norme e pratiche sociali discriminatorie. Troppe ragazze nel mondo diventano mogli quando ancora dovrebbero pensare solo a studiare, divertirsi e… dare il primo bacio. Questo è inaccettabile: il diritto a una infanzia e una adolescenza felici deve essere garantito!

Sono più di 700 milioni le donne che si sono sposate prima di aver compiuto i 18 anni e ogni anno 15 milioni di bambine e ragazze contraggono il matrimonio ancora minorenni, con conseguenze drammatiche sulla loro salute, educazione e sicurezza. La comunità internazionale si è impegnata a mettere fine alla pratica dei matrimoni precoci entro il 2030, tuttavia se il numero di spose bambine nel mondo crescerà ai ritmi attuali nel 2030 avremo 950 milioni di donne sposate giovanissime e 1,2 miliardi nel 2050.

In molti Paesi del mondo, inoltre, le ragazze continuano a non potersi esprimere liberamente e a non essere coinvolte nei processi decisionali pubblici e privati. Save the children chiede ai governi di impegnarsi a raggiungere tre garanzie per tutte le bambine e le ragazze al mondo: una finanza equa che permetta loro di accedere ai servizi di base, l’eliminazione di discriminazioni economiche e sociali, meccanismi di trasparenza che garantiscano che la voce delle ragazze sia ascoltata e considerata decisiva nei processi decisionali pubblici e privati.

Il rapporto contiene la graduatoria dei Paesi al mondo dove le bambine e le ragazze hanno maggiori opportunità di crescita, basata su cinque parametri: matrimoni precoci, numero di bambini per madri adolescenti, mortalità materna, completamento della scuola secondaria di primo grado e numero di donne in Parlamento. Il Niger è il posto peggiore al mondo dove essere una bambina o una ragazza, la Svezia il migliore. Altri due Paesi scandinavi, Finlandia e Norvegia, occupano rispettivamente il secondo e il terzo posto in classifica, mentre l’Italia si piazza in decima posizione, davanti a Spagna e Germania.

Redazione Prime Pagine 

(in copertina: immagine Save the children)

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