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“Dalla terra alla tavola”


Oggi, 16 ottobre, è la Giornata mondiale dell’alimentazione. Nell’anno di Expo (che chiuderà tra dieci giorni, il 31 ottobre), un libro edito da Einaudi Ragazzi raccoglie storie di cibo che arrivano da lontano. Da luoghi lontani, ma anche da tempi lontani. Un viaggio di scoperta attraverso Paesi ed epoche, tra tradizioni orali, culture millenarie e leggende

Venti storie di cibo, recita il sottotitolo di Dalla terra alla tavola (Einaudi Ragazzi), un libro curato da Grazia Gotti e Silvana Sola. Venti storie antiche e preziose, piccoli gioielli della tradizione orale. Fichi, sale e zucchero, riso, uova, pesche e uva. E ancora, angurie e meloni, pere, melagrane rosse e mature e dolcetti al miele, frittelle, brodi, zuppe e spaghetti. Sono i prodotti della terra, le delizie e i piatti dal mondo i protagonisti assoluti di questi racconti senza tempo, fiabe che profumano di cibo buono, appartengono a tradizioni culturali differenti, arrivano dal passato e vengono da tanti Paesi del mondo: dalla Cina, dalla Germania, dal Giappone, dal Vietnam, dal Mali, dalla Mongolia, dalla Grecia, dalla Birmania e anche dall’Italia, fino a raggiungere la vetta dell’Himalaya.

Tra la Manna della Bibbia – caduta dal cielo, come dono del Signore, per nutrire il popolo d’Israele in fuga dall’Egitto – e le fiabe di Esopo e Fedro – con la morale da scovare tra le righe di vicende che coinvolgono una volpe, dell’uva e persino una cicogna – spunta la storia sull’origine (vietnamita) dell’anguria e quella italiana (un po’ spaventosa ma assai divertente) che narra di un albero di fichi, di un orco affamato e di Giovannino, un bambino molto astuto.

C’è poi una storia dalla Mongolia che inizia con il desiderio di una mamma di gustare qualche pera di montagna e la leggenda antica “che racconta di come la pasta più famosa e apprezzata del mondo nacque un po’ per gioco, un po’ per errore e subito divenne il piatto preferito dell’Imperatore”. Si dice, infatti, che “gli spaghetti siano stati inventati dai cinesi e che fu Marco Polo a farli conoscere agli italiani”. E tra una fiaba tedesca che profuma di frittelle e quella che racconta del soldato dei Balcani che preparò un “bel brodo-di-chiodo sotto il naso della vecchia avara e curiosa”, spunta anche la fiaba di zucchero che arriva dalla “Venezia dei Dogi, del grande Tintoretto e del Palladio. La Venezia dei mercanti, meravigliosa, ricchissima e colta”. Una libro per tutti, da leggere con mamma e papà, ma anche a scuola con gli insegnanti. Per scoprire geografie e sapori, fiabe e leggende.

Francesca Boccaletto

(le tavole presenti nel libro sono state realizzate dai giovani illustratori della storica scuola di Urbino, Isia)

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