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Ricordando Falcone e Borsellino


«Un invito rivolto a tutti noi a compiere fino in fondo le nostre scelte, ad agire senza temere di essere troppo piccoli o deboli per stare dalla parte del bene» (Maria Falcone, sorella di Giovanni Falcone)

In due volumi, da pochi giorni in libreria, vengono raccontati la storia  di un bambino di dieci anni che scopre l’origine del suo nome e  i ricordi di un altro bambino, un po’ più piccolo, che un giorno sarebbe diventato il magistrato Giovanni Falcone, eroe italiano e simbolo della lotta alla mafia, ucciso il 23 maggio 1992, a Capaci, in un attentato insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Un evento drammatico a cui ne seguì presto un altro: il 19 luglio, infatti, in un secondo attentato, a Palermo, perse la vita Paolo Borsellino, compagno di Falcone nelle battaglie per la legalità e la giustizia. Con Borsellino morirono anche gli agenti Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanulea Loi e Claudio Traina.

Nel 25esimo anniversario della scomparsa di questi due grandi uomini, Prime Pagine vuole celebrarne il coraggio e il valore. Oggi, 23 maggio, 70mila studenti e studentesse di tutta Italia parteciperanno all’iniziativa #PalermoChiamaItalia. La Rai seguirà in diretta la mattinata e dedicherà un’apposita programmazione al ricordo dei magistrati e delle loro scorte.

I libri:

Ne Il bambino Giovanni Falcone, scritto da Angelo Di Liberto (Mondadori), con prefazione di Maria Falcone e illustrazioni di Paolo D’Altan, Giovanni ha sette anni e una passione per i tre moschettieri, che cerca di imitare ogni pomeriggio giocando con un amico speciale: un albero di ficus contro cui si cimenta in duelli immaginari con una spada di legno. Mancano pochi giorni a Natale quando nella sua stanza trova una sorpresa: un meraviglioso presepe. Un pastore vestito di rosso, però, sembra inquietare il piccolo Giovanni, così come un delitto di mafia avvenuto in città. È proprio nei suoi duelli immaginari che Giovanni scopre il significato della parola coraggio, l’unica arma di cui si ha davvero bisogno per dire: “Non ho paura”.

Rizzoli porta in libreria un’edizione speciale del libro Per questo mi chiamo Giovanni di Luigi Garlando, con le illustrazioni di Alessandro Sanna. Giovanni è un bambino palermitano di dieci anni. Per il suo compleanno il papà gli regala una giornata speciale da trascorrere insieme, per spiegargli come mai, di tutti i nomi possibili, per lui è stato scelto proprio Giovanni. Tappa dopo tappa, mentre prende vita il racconto, padre e figlio esplorano Palermo, e la storia di Falcone, rievocata nei suoi momenti chiave, s’intreccia al presente di una città che lotta per cambiare. Giovanni scopre che il papà non parla di cose astratte: la mafia c’è anche a scuola, nelle prepotenze dei compagni di classe, ed è una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi. Anche se ti chiede di fare delle scelte e subirne le conseguenze.

Redazione Prime Pagine

(in copertina: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino)

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