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Attenzione bambini: uscite dalle vostre case!


Inondazioni, terremoti, trombe d’aria che potrebbero spazzare via tutto: è sempre bene prepararsi a queste calamità naturali con delle prove di evacuazione. Lo è ancora di più ad Haiti, dove questi fenomeni disastrosi accadono spesso. COOPI, presente con un progetto di cooperazione in un piccolo villaggio, ci racconta una giornata di allarme e di intervento simulato.

Il sole comincia a coricarsi al Villaggio Gari di Saint Philomène, nel Comune di Tabarre, Port Au Prince (Haiti), e i bimbi approfittano degli ultimi minuti di luce prima che la notte arrivi. Nei dintorni scorre la Rivière Grise, il fiume che, in seguito a forti temporali, ha più volte provocato delle inondazioni. La signora Molina Orizar abita proprio di fianco alla Rivière Grise e, mentre macina dei chicchi di caffé, ci racconta di aver visto la propria casa fluttuare sulle acque del fiume durante il ciclone Sandy del 2012.

C’è fermento nel quartiere. Le squadre di intervento comunitario hanno appena lanciato l’allarme, e uno dei membri grida nel megafono: “Allarme arancio! Siate vigilanti! Preparatevi a evacuare! Preparate i vostri kit d’emergenza per la famiglia”. Gli abitanti si affrettano allora verso le abitazioni, per prepararsi a una possibile evacuazione. È l’ordine che hanno ricevuto negli ultimi giorni, durante la sensibilizzazione fatta nella zona. Ormai è tutto pronto per cominciare l’esercizio d’evacuazione.

Nell’ambito del progetto Rafforzamento delle capacità di preparazione, mitigazione e risposta alle catastrofi delle comunità urbane più vulnerabili in Haiti, finanziato dall’ufficio dell’Unione Europea per l’aiuto umanitario, il Comitato di Gestione dei rischi e disastri dell’Ovest e COOPI hanno sviluppato un metodo per realizzare esercizi d’evacuazione a livello comunitario in caso di diversi tipi di rischi. Oggi, per esempio, è il caso di un cedimento del terreno. Alle 17:10, il comitato locale della Protezione Civile trasmette l’allarme arancio al capo della squadra d’intervento comunitario di Saint Philomène. Nello scenario preparato per la simulazione, la situazione metereologica peggiora sempre più, ed è allora assolutamente necessario procedere all’evacuazione, anche la Croce Rossa Haitiana e gli scout vengono allertati. In caso di una possibile catastrofe, infatti, è necessario che tutti gli attori locali equipaggiati intervengano per aiutare la popolazione.

L’ora è finalmente arrivata. Alle 17:30 la sirena e i fischietti delle squadre cominciano a suonare, l’allarme è lanciato: “Attenzione popolazione! Si comincia l’evacuazione! Prendete i vostri kit d’emergenza per la famiglia, prendete per mano i vostri bimbi e uscite dalle vostre case seguendo il cammino d’evacuazione”.

La popolazione selezionata (circa 120 persone) inizia a evacuare. Il percorso è segnalato dai membri della Protezione Civile e dagli scout, posizionati agli angoli e agli incroci delle strade. Alcune donne portano il proprio kit d’emergenza per la famiglia sulla testa. I bimbi guardano stupiti tutto ciò che avviene, non capiscono perché le loro mamme non li lascino liberi e stringano forte le loro manine. In lontananza si sentono dei lamenti, è una delle “vittime” che avanza zoppicando sorretta da uno scout. Sul petto porta un cartoncino rosso, che indica che la ferita al ginocchio è grave. Le squadre hanno precedentemente provveduto alla separazione dei feriti, identificando i casi più gravi, cioè coloro che hanno la precedenza nel ricevere le prime cure mediche.

La popolazione comincia a raggiungere il punto di ritrovo, alla fine del percorso. Le vittime sono pian piano circondate dalle squadre di soccorso (Protezione Civile, scout, Croce Rossa) e allora cominciano a spiegare ai partecipanti i rischi che incombono sulla zona e l’importanza di queste simulazioni per essere sempre preparati.

Una volta comunicata la fine dell’emergenza gli abitanti cominciano a disperdersi tra le vie del quartiere, commentando e mostrando le foto dell’esperienza. Sono i primi risultati dell’esercizio di evacuazione. Con queste attività non si potranno di certo impedire le prossime catastrofi naturali, come le inondazioni, ma molte persone sapranno cosa fare in caso di emergenza e questo potrà aiutare tante famiglie e tanti bambini a non rimanere vittime dei disastri naturali.

E voi, bambini, vi ricordate qualche simulazione di evacuazione fatta nella vostra scuola?

Maria Teresa Loteni

  • coordinatrice delle sedi Veneto di COOPI

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