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Cos’è successo l’11 settembre 2001?


Quattordici anni fa l’attentato al cuore dell’America e dell’Occidente. Un attacco terroristico sconvolge il mondo intero.

Prova a domandare alla mamma, a uno zio, alla maestra: «Dov’eri l’11 settembre 2001?» o anche solo «Cosa stavi facendo l’11 settembre?». Vedrai che non ti chiederà nemmeno di specificare l’ora, tantomeno l’anno: saprà risponderti come se quel martedì di tanti anni fa fosse trascorso appena ieri. Io, per esempio, mi ricordo che erano circa le tre e mezza del pomeriggio ed ero seduto nello studio della casa dei miei genitori (vivevo ancora con loro) a scrivere una lettera al computer, quando è squillato il telefono. Era mia nonna: “Accendi la tv, guarda cosa sta succedendo a New York. Hanno buttato giù le Torri gemelle”.

Alle Torri gemelle – cioè le Twin towers del World trade center, il cuore della vita economica di New York – io c’ero stato nell’estate del 1999, con il mio amico Dario: fu una tappa del nostro viaggio-premio dopo gli esami di maturità. Mi ricordo due grattacieli altissimi, un sacco di caldo e un piccione malandrino che aveva pensato bene di regalarmi un ricordo indelebile sui jeans. Maestose, enormi, brulicanti di vita: le Torri gemelle erano tra gli edifici più alti del mondo e un simbolo di quell’America che avevo sempre sognato di vedere.

L’11 settembre 2001 quelle torri vengono abbattute, dopo essere state centrate da due aerei di linea dirottati da terroristi del movimento Al Qaeda. Un altro aereo colpisce il Pentagono, il quartier generale delle forze armate degli Stati Uniti, un quarto si schianta in un campo in Pennsylvania, dopo che i passeggeri si sono ribellati ai dirottatori.

Circa tremila morti. Un’ampia fetta di New York immersa in un fumo densissimo di polvere. Le torri, semplicemente, non ci sono più e hanno inghiottito tutti quelli che ci stavano dentro. Impiegati, manager, camerieri e addetti alle pulizie, pompieri, poliziotti, medici e infermieri arrivati per prestare i primi soccorsi nei lunghissimi minuti tra l’impatto del primo aereo e il crollo dei due edifici. Mamme, papà, mogli, mariti, fratelli, cugini e amici che non sono più tornati a casa. Un dolore enorme, un fatto davvero incredibile. Nel senso vero della parola: non ci si credeva. L’immagine del primo aereo che centra una delle due torri – forse ti è capitato di vederla – continuava a passare sugli schermi delle televisioni di tutto il mondo. Ma era difficile capire che non si trattava del solito film d’azione. Era tutto vero.

Perché è successo tutto questo? Una risposta completa non arriverà mai. Di sicuro possiamo dire che è successo proprio lì perché quel posto era un simbolo dell’America e di tutto l’Occidente, nel bene e nel male. Di sicuro possiamo dire che si è trattato di un atto terroristico, cioè di un’azione fatta con lo scopo di terrorizzare il più alto numero possibile di persone. E in parte è stato così. Ma la tremenda forza di quegli attentati ha sviluppato anche una solidarietà e una voglia di stare più vicini in tante persone, in tante comunità.

Domenico Lanzilotta

  • giornalista professionista, direttore responsabile di Venetoeconomia, si occupa e scrive di economia, politica, cultura

(in copertina: l’attacco alla torre sud, foto wikimedia commons)

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